Post

Tra parabole di tulle e stile padano

Immagine
Ormai FB ha silenziato tutti i miei contatti, dando ampio spazio a sconosciuti e a pagine "diversamente interessanti" — cosa già detta e ripetuta. In questi giorni, a random, mi appaiono servizi su un matrimonio legato alla Royal Family. Bene: osservo con attenzione gli abiti femminili (non quelli maschili, che sono praticamente divise). Ecco, gli outfit delle signore mi proiettano direttamente negli anni '50, tra colori pastello, fantasie a fiorellini, cappellini e velette. Un'eleganza datata, che a mio parere finisce col non essere nemmeno più tale. Ho la certezza di assistere a uno scenario teatrale, o a una rivisitazione storica a uso e consumo dei turisti. ​Quell'estetica da Royal Ascot — con i colori pastello da confetto, i pattern fiorati che ricordano le tende di una casa di campagna e quei copricapo simili a parabole satellitari ricoperte di tulle — pare essere la divisa ufficiale dell'aristocrazia britannica. Una recita, forse a beneficio di sudditi ...

Manuale di Sopravvivenza per Feomelanina-Dotati

Immagine
Prologo Dunque io avrei  una maggiore vulnerabilità agli eritemi e a una percezione più intensa dell'irraggiamento termico a causa della genetica che mi ha conferito una predominanza della feomelanina rispetto all'eumelanina, un pigmento che conferisce minore protezione dai raggi. Con un'estate così anticipata e fuori norma, da vivere in terra di padania, non mi resterebbe che piangere, ma invece, voglio sorridere o provarci Il Manuale di Sopravvivenza per Feomelanina-Dotati (Senza sembrare un fantasma in lockdown) ​1. La pozione magica (SPF 50+) ​Invece di spalmarti quel pastone bianco che ti fa sembrare la controfigura di Casper o un mimo triste, punta sulle nuove formulazioni giapponesi o coreane: dicono siano leggere come l'acqua, non appiccicano e non costringono a sembrare un monumento di marmo semovente. La regola d'oro? Se non sembri un bignè glassato, ne hai messa troppo poca. In ogni caso i dubbi sul SPF 50 rimangono: sarà troppo poco? Vi saprò dire ​2. I...

IL PUZZLE DEI LUOGHI PERDUTI

Immagine
​I luoghi ​Mi accorgo che mancano cose alla mia vita. No, non parlo di un paio di scarpe o di un abito – anche se magari capita che li cerchi e realizzi di non sapere dove siano finiti. Mi mancano le cose delle città dove ho vissuto. I viali, le strade, i palazzi, i parchi: è questo che manca. ​Ho insistito tanto, ho discusso molto per tornare qui, convinta che fosse la cosa giusta da fare. Ecco, sto ancora cercando di capire se lo fosse davvero. ​Della città ducale mi mancano i grandi viali alberati che, partendo da casa, mi portavano in Sant’Agostino, al Palazzo dei Musei, al vecchio Ospedale Estense. Percorro mentalmente Via Emilia Centro fino ad arrivare a Largo Farini e al Palazzo Ducale. Rivedo le librerie, la Giunti e la Feltrinelli, dove mi infrattavo alla ricerca delle ultime novità o di qualche perla sfuggita. E poi le piazzette misconosciute, le strade piccole e deserte con i portici, dove sentivo risuonare i miei passi e dove Winston prima, e Isi poi, facevano il loro perso...

La giovinezza non ha bisogno di motivi per correre, ha solo bisogno di vento

Immagine
Due ragazzine attraversano la strada. Di corsa. Indossano leggings, magliette cortissime e hanno i capelli lunghi svolazzanti: ridono fra loro, con quelle risate che si possono fare solo a quell'età. Trasmettono gioia solo a guardarle. Sono ferma in auto; le osservo e sorrido anch'io. ​Amavo correre. Con quel dolore al fianco che toglieva il fiato. Correvo, come se non fossi stata in grado di camminare diversamente. Correvo e non pensavo a nulla, non mi accorgevo di niente. Ero sola con me stessa. ​Spesso il vecchio N.H., don P., con la sua aria austera ma gentile, curvo su se stesso e con abiti che sembravano uscire da un camerino di teatro, mi schivava sul vecchio corso e mi rimproverava: «Le signorine non devono correre. La tua mamma ti veste elegante e tu corri? Non si fa». Lo ripeteva come un mantra, e io continuavo a correre e saltellare nei miei abitini inamidati, aggirando le persone e gli inevitabili ostacoli della strada. ​Ero da sola, perché quelli erano anni in cui ...

AMICI LETTERARI: … POI VENNE MAIGRET

Immagine
​Era un'atmosfera da domenica sera, quando ci si sente fiacchi senza aver mai fatto nulla, invasi da un molle torpore e i minuti scorrono più lenti che gli altri giorni." — G. Simenon ​Georges Simenon non è stato "solo" Maigret: autore prolifico come pochi altri, ha lasciato in eredità libri incantevoli. Eppure, Maigret è Simenon: il suo alter ego, o forse l’uomo che avrebbe voluto essere. ​Quando sento il bisogno di staccare la spina, apro un libro di Maigret. Dovrei averli tutti, ordinati in uno scaffale apposito, ma in fondo spero sempre che non sia così. Mi piace pensare che qualche racconto mi sia sfuggito e mi attenda ancora in una piccola libreria di quartiere, in una vecchia ristampa o tra i banchi di un mercatino dell’usato. ​Jules Amédée François Maigret, commissario della Sûreté di Parigi — burbero, gran bevitore, buongustaio e fumatore incallito di pipa — mi è amico da tanti anni. Tutto è iniziato quando, ancora ragazza, trovai una vecchissima edizione de...

Un rifugio attraverso il tempo

Immagine
​Le biblioteche sono state per anni un rifugio da tutto ciò che rifiutavo; purtroppo, spesso, lo sono state anche dai testi scolastici. Era affascinante trovarmi tra migliaia di tomi, avvolta dal loro profumo: quel sentore di carta antica che non mancava mai e che, per me, non stonava affatto. ​Ricordo le primissime frequentazioni da bambina, quando la piccola biblioteca del paese era ospitata in un’aula della Scuola di Arti e Mestieri. Una gentile signorina mi guidava nelle mie precoci scelte e mi capita spesso di rivivere quegli attimi; ricordo persino cosa indossassi in quelle domeniche mattina, dopo la messa e prima di andare dai nonni nel paese vicino. ​Più tardi, ci fu il trasferimento in uno storico, antico palazzo. La biblioteca mi offriva ciò che allora non potevo permettermi: quei libri che solo anni dopo avrei potuto comprare, per poi leggerli voracemente e rileggerli ancora, tenendone magari tre o quattro aperti contemporaneamente. Su quelli di mia proprietà potevo finalmen...

​Il Giardino Ritrovato: Tra Memoria e Cura

Immagine
​Seduta in giardino, il sole calante di fronte a me: è tiepido, lontano dall'arsura del pomeriggio. Questo fine aprile regala giornate quasi estive, ma mi costringe a una clausura precoce, a uscite rapide e "coperture tattiche": ora più che mai, e per i mesi a venire, il sole mi è vietato. In autunno mi aspetta un nuovo step, seppur di minichirurgia; maledette le conseguenze della radiodermite. ​Eppure, mi godo il profumo intenso che arriva dai giardini vicini. Non distinguo perfettamente ogni essenza, ma la nota dominante sembra quella del gelsomino, anche se non riesco a vederlo. Poco oltre svettano le robinie: crescono selvatiche sulle rovine di un vecchio convento. Su quei frammenti di mura, che chissà come restano in piedi, fioriscono i papaveri. Trovo tutto incredibilmente bello: il papavero fiore emblema di questo periodo, quei mille papaveri rossi ​Tra profumi che stordiscono e Vecchioni in cuffia, osservo il mio prato. È stato trattato con il diserbante, ma resis...