La poliglotta agorafobica e gli idiomi di casa
Leggo sulla pagina dello storico Alessandro Barbero una bella disamina sui dialetti. Leggo e condivido in un gruppo del paese, dove la lingua nostrana viene spesso usata o comunque ricordata. Il dialetto come lingua autonoma, con una sua specifica natalità e derivazione, non come un italiano "imbastardito". Da bambina non amavo le fiabe e, se a volte mi spaventavano, trovavo sempre il modo di contestarne i contenuti. Non sono mai riuscita ad accettarne le metafore o le morali intrinseche; mio nonno, allora, si destreggiava raccontandomi di "Sparafucile", personaggio del Rigoletto, e di "Corri come il vento", la storia di un seme che, spinto dal vento, cresce fino a diventare un albero forte, capace di sussurrare storie e custodire i sogni dei bambini. Sinceramente, delle storie mi interessava poco: mi addormentavo invece accarezzata dalla voce del nonno, con quella sua tipica cantilena veneta. I primi suoni uditi sono stati quelli della famiglia matern...